PENSIERI CALVI
giovedì 26 novembre 2009
mercoledì 18 novembre 2009

Domanda
Quindi l'unica cosa certa è che non ho certezze?
Risposta
Certo!
Bene, almeno ho una certezza certa
martedì 17 novembre 2009

si erge il monte dell’inquietudine.
Siamo sazi di guardare nubi vagare e dissolversi
nell’intenso traffico del cielo.
Avrai visto le stanze della mia anima
senza stupore.
Il mio grido risveglia i tuoi pensieri
somiglianti ad ombre selvagge
al cospetto delle tenebre.
Lasciati raccontare un’altra bugia,
implora i venti
di scuotere gli alberi solitari delle foreste.
Incredibile ci sembra la melodia degli uccelli
quando vaghiamo per sentieri estranei.
Il giorno annulla la paura
di blandire i segreti della notte,
la notte accende il fuoco del nostro amore.
Prova a camminare
con le braccia incatenate e gli occhi chiusi,
prima di rinserrarti nella prigione della solitudine.
Qual è la tua fine?
Hai guardato attraverso le sbarre
per fissare il mondo che ti eri inventata.
Stringiti a me, urla il bisogno di trovare un luogo
dove celare i segreti,
oltrepassa il muro che hai eretto
per non far entrare la malinconia.
Il mare dei sogni potrà trascinarti ovunque,
nello spazio e nel tempo,
non pregare che Dio spinga la tua barca,
lotta per la gioia di vivere,
Andrea Salerno
sabato 14 novembre 2009

La scomparsa del sole alle spalle di questa fredda maestosità continua a far piangere gli angeli.
Piovono aghi di brina sull'asfalto perduto, sfioriscono i caldi intrecci di mani, appassiscono i volti nel fondo di un calice dimenticato.
In una struggente sfilata di gambe festanti riscopro l'ombra viva dei vostri sorrisi, riassaporo per un istante il profumo distratto delle parole, mi ritrovo tra le interminabili salite di una città adesso troppo impalpabile per essere afferrata.
Dal bordo instabile di questi sassi che non riesco a trattenere, saluto questo tramonto d'inverno e la sua acerba speranza. Lascio svanire nel vento questo sottile profumo di vaniglia, aspettando l'arrivo di una stagione più matura, tempo in cui riaprire gli occhi, senza avere più paura.
venerdì 13 novembre 2009
Da dove sto scrivendo? Molto probabilmente dal point di un internet appartenente ad un bar niente male. Sorseggio un caffè in tazza grande, fa freddo e dietro di me c'è il mare. Il gestore mi sembra un tipo tranquillo. Alla cassa c'è una tipa che ogni tanto mi guarda. Non capisco il perché. Ore 14:38. Ordinerò qualcosa da mangiare, ma si, chi se ne frega. Qualcosa da mangiare ed una birra. Piccola.
Provo timidezza vicaria nei confronti di questo sole pallido che mi scalda appena. Esco sul balcone orizzontale a fumare una sigaretta. Lascio un biglietto sulla tastiera di questo PC. POSTAZIONE OCCUPATA. E il tempo passerà.
Eccomi qui. Ho lavato anche le mani per eliminare quel fastidioso odore di cenere e nicotina. Non scrivo da troppo tempo. Oggi dovrebbe risolversi il calvario domestico per quella che è stata l'internet-assenza più lunga della storia. Nel frattempo credo di essere esistito comunque. Ma si. Se non ricordo male ho fatto una doccia ieri. E credo anche di aver portato un bel po di vestiti in lavanderia. Ma non ne sono sicuro. Un bel profumo di candele sta raggiungendo le mie narici proprio in questo momento. Le avrà accese la tipa alla cassa. Circa due minuti fa è entrata una coppia di anziani. Si tengono per mano. E' bellissimo guardarli. Parlano del loro futuro insieme. Vorrei conoscere i miei di programmi. Qualche biglietto è stato già fatto. Una manciata di binari attende le mie valigie perfette. Intanto vorrei occupare le mie mani. Forse lo sto facendo adesso. L'inutilità che preme per esplodere ha trovato un buco piccolissimo. Penso al mio silenzio di ieri. La salsedine del mare mi sta aiutando. Ho lasciato i miei diari ardere nel camino che meritano, ho distrutto fogli e vocalizzi, sto pensando di sgretolare anche questo spazio.
Il mare si sta agitando o almeno credo. Il vento passa tra i capelli della cassiera che si fa sempre più bella. Il gestore crede che la sua vita cambierà mentre riordina i liquori sullo scaffale.
E' passata solo un'ora. Pongo fine a questo guazzabuglio. Fine a questo spaccato di tempo. Fine a questo miscuglio. Mi alzo dal legno caldo di questa sedia. Lascerò un piccolo biglietto dietro lo scontrino. O forse no. Pagherò come ho sempe fatto e me ne andrò. La birra piccola si è spalmata sul mio sorriso. Vado via da questo nuovo inizio.
martedì 27 ottobre 2009

A te che ci sei sempre stato e che hai saputo dar voce ad ogni minima sfumatura della mia vita viaggiando dalla mente al cuore ancor prima che io nascessi. A te che come un padre attento hai catturato le mie mani, regalandomi la purezza dei colori di tutti quei sogni che spesso non riesco a trattenere.
venerdì 16 ottobre 2009
Forse la mia vita inizia a prendere una qualche sorta di direzione univoca
Non ero più abituato alle strade senza curve ed avevo dimenticato il profumo della quiete e dell'aria immobile
Le mie mani tremano di gioia
Non ricordavo più le iniziali del mio nome ed avevo rimosso l'immagine viva dei mie occhi
Mi godo questa cazzo di situazione al cento-per-cento
Senza chiedermi quanto durerà
Quando finirà
Se finirà.
lunedì 12 ottobre 2009

Percorro strade bagnate e la città è vuota
Il grigiosplendido dell'orizzonte è irraggiungibile
e i miei ricordi guardano l'erba del bordo spezzarsi sotto la pioggia
Nel mio continuo franare di mani non c'è più nessuno da stringere al petto
nemmeno l'idea dell'ombra di uno sguardo ritrovato
ma solo pozzanghere raggrinzite dal vento
solo lacrime urlate all'indifferenza del cielo
Le fotografie sono adesso foglie che non riesco a raggiungere
e questo freddo ha cancellato dall'asfalto i vostri sorrisi migliori
sbriciolando con forza tutti i frammenti delle parole dette
urlate e già dimenticate
Ho appena finito di calpestare un fiore
Ho appena finito di render fumo un altro respiro
Ho appena iniziato a rimodellare la mia pelle su basi che non esistono
domenica 11 ottobre 2009
Catrame. Nessun fantasma del cazzo riuscirà mai a spiegarmi questo gonfiore improvviso di vene. Mi dedicherò alla scoperta di questa terrificante valle desolata. Spenderò il resto dei miei fottuti giorni per capire, comprendere il perché della velenosità di alcune forme di insetti. Catrame. Un intreccio di mani bollenti, un serpente invisibile, un temporale senza nuvole, un giardino splendente dai contorni impalpabili. Eccomi solo guardarmi attorno. Vedo angeli inguardabili. Vedo statue plasmate in tristezza. Scorgo anfratti distrutti e profumosi di fango. Vedo inganni. Enormi inganni. Stupendi e mutevoli inganni. Voglio sprofondare per non vederti. Voglio staccarmi da terra per guardare i tuoi capelli dall'alto. Voglio contare gli enormi buchi della tua testa. Voglio stringerti per capire quanta forza esploderà dalle tue braccia. Non mi fido. Sono esplosi troppi fuochi d'artificio. Sono morte troppe allodole. Si sono spenti troppi fuochi nel bel mezzo del calore. L'ultimo sorso di mare. Soffocherò per non perderti. Mi rialzerò in quello strano giorno in cui la giostra dei cavalli terminali...prenderà fuoco per la settima volta.
venerdì 9 ottobre 2009
La discesa nel grembo è iniziata proprio in quel momento
ovvero nell'attimo in cui la mia ombra ha trovato in me un qualcosa di irrimediabilmente spezzato
Questo ricongiungimento ombelicale opportuno e necessario
saprà saldarmi all'interesse vomitato della mia sporca indifferenza
e mi solleverà tra lenzuola materne verso un utero atomico e sicuro
nido disinquinato in cui scorgere gli ultimi frutti pretti
di una vita contaminata dagli insetticidi organosociali.
Quando scorie infette soffocheranno i polmoni del futuro
oscurando anche le arterie prossime all'autenticità di un amore
io ringrazierò il coraggio di quel presente
di quegli attimi in cui decisi di lasciarmi rinascere affogando
nel torbido mare calmo del mio liquido amniotico.
(Tendopoli di Coppito)
Cosa ho lasciato a L'Aquila?
Un libretto universitario, un asciugamano, una manciata di passi sull'asfalto ed un cuore senza confini.
Un grazie piccolo come il mondo a tutti coloro che in questa settimana hanno dolcemente nutrito e accarezzato la mia vita.
Strozzato e senza parole posso solo dirvi che non vi dimenticherò...mai.
La linea della vita e gli altri solchi di dolore
proteggono senza forza
quelle parole marcate e instabili
già pronte a sbriciolarsi nella buona fede del tempo
Immobile in una stazione senza anima
assisto alla scomparsa ingiusta dell'ultima carrozza
mentre una tempesta di sabbia e oro
lentamente inizia a seppellire i nostri diamanti
fino a trasformare in cemento
i fiori che già da prima
inutilmente ci accarezzavano
lunedì 28 settembre 2009

Vorrei dire troppe cose
Ma non sono mai stato bravo a gestirmi
Soprattutto nei miei arrivederci
Preferisco allora lasciarmi scivolare nel pianto interno di questo silenzio a metà
venerdì 25 settembre 2009
Tutto ciò da cui stavi fuggendo
Torna come valanga più grande che
Ti trascina al punto di partenza se vestirai
Vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro a un giorno nuovo
Nello spazio che adesso riempi c’è
Succo acerbo di densi silenzi che
Colleziono da tempo
Come schegge d’inferno
… vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi silenzi dentro un giorno nuovo
Non vedi che è facile
Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro un giorno nuovo
Non vedi com’è facile
Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti
Marta Sui Tubi
venerdì 18 settembre 2009
Ho deciso di tirarmi le somme addosso per seppellire definitivamente gli altri spiacevoli resoconti dei miei ventotto anni. Ho deciso inoltre di astrarmi all'istante da ogni forma socialmente accetta del mio essere per lasciarmi andare in toto all'altalenanza delle mie connessioni neurali abolendo i filtri cucitimi in carne dai codici altrui. Ho anche pensato di trovare delle forme di risposta nei calcinacci di questa casa e negli echi delle mie paure incognite al fine di raccogliermi senza nembi percettivi o rimpianti oculari. Questo messaggio cifrato scritto preventivamente altrove con succo di limone su tavole inabissate, vi sarà disponibile nelle prossime rappresentazioni oniriche, ovvero nei tempi in cui sfruttando l'innalzamento di soglia, si capirà che ci sono decine di modi per chiedere ciò che in veglia risulta impensabile. M'affaccio al balcone scuro e mi accorgo del relativismo del tutto, proprio quando la Signora Blunotte spogliandosi mi costringe a raggiungerla nei suoi spazi interni.
Cari amici...
Da circa 10 giorni non ho più un cellulare. L'ho perso in un pullman l'ultima volta che sono stato a L'Aquila. Ho recuperato il mio solito numero ma ovviamente ho perso tutta la rubrica :(
Vi lascio immaginare le colorite espressioni verbali che hanno accompagnato tutto l'episodio.
Presto ne comprerò uno nuovo. Nel frattempo mi scuso per le non risposte ai vostri eventuali SMS.
Sarà comunque mia premura contattarvi "in qualche modo"(cit.D'Amico&D'Amico) per il recupero dei numeri.
Baci, abbracci e buone cose a tutti.
venerdì 11 settembre 2009

Situazione soave, leggiadra mi aspetti al varco dell'errore promettendomi nebbia fino al resto dei miei giorni. Non esisteranno specchi per guardarsi indietro e non ci sarai più tu, preda dei lupi oltre l'ultimo dei trapezi senza barriera. Il campo degli ulivi è in fiamme e non ci saranno profumi per spegnerlo ma solo poltiglia di terra coalizzata dalla pioggia. Intravedo il forno diroccato e piccole finestre sporche di pietra, scorgo scale stanche risalenti l'estate e serpenti di gomma bruciata. Non c'è nessuno a cui urlare, non c'è acqua per potersi dissetare. Comincio a precipitare sotto un balcone senza fiori e continuo a cadere verso un cielo gonfio di mani, saturo di volti sottili e bocche giganti. E' solo cruda facciata, incastonata sopra un foglio inzuppato, gocciolante pena, impreziosita d'ambra e grondante stoffa salata. Ecco riaprirsi braccia felici, ecco sfiorirsi il cratere del futuro, eccomi disteso nel varco di una distesa di quadri rotti. Non c'è nulla da spiegare, c'è solo da nascondersi, rileggersi e sperare.
mercoledì 9 settembre 2009

Mani stanche e rugosi solchi di faglia riscaldano panche sicure
proprio quando lacrime d'occhi gelati
accomodano tra i ricordi un orizzonte ancora troppo storto
Un'esplosione d'umana bontà che accorcia i miei respiri
accarezza anime di farfalla
cosi forti e vive
da farti rinascere anche sotto il peso della polvere
Sopiti silenzi immobili si rompono tra gli abbracci
ed innalzandosi sui nidi in fiamme
riscoprono il sorriso sulla scia di un raggio di sole
fune quotidiana su cui aggrapparsi
per tornare a splendere
tra l'instabilità mordace di quelle montagne lontane
Il mio pianto inutile vi abbraccerà e vi ringrazierà all'infinito.
venerdì 4 settembre 2009
The Zen Circus - Fino a spaccarti due o tre denti
giovedì 3 settembre 2009

Intimi Deliri
Ho perso le mie già centellinate briciole di gioia sul viale parallelo al presente.
Alle mie spalle si consuma il lauto banchetto dei piccioni zombie.
Il tempo sarà la pozione risanatrice prima che il mio cuore torni ad essere farina.
Intanto una serata senza luppolo e polline mi ricorda che in fin dei conti non sono mai cresciuto e che molto probabilmente dovrei andare in castigo per i calci gratuiti alla divina provvidenza.






