PENSIERI CALVI
lunedì 28 settembre 2009

Vorrei dire troppe cose
Ma non sono mai stato bravo a gestirmi
Soprattutto nei miei arrivederci
Preferisco allora lasciarmi scivolare nel pianto interno di questo silenzio a metà
venerdì 25 settembre 2009
Tutto ciò da cui stavi fuggendo
Torna come valanga più grande che
Ti trascina al punto di partenza se vestirai
Vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro a un giorno nuovo
Nello spazio che adesso riempi c’è
Succo acerbo di densi silenzi che
Colleziono da tempo
Come schegge d’inferno
… vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi silenzi dentro un giorno nuovo
Non vedi che è facile
Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro un giorno nuovo
Non vedi com’è facile
Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti
Marta Sui Tubi
venerdì 18 settembre 2009
Ho deciso di tirarmi le somme addosso per seppellire definitivamente gli altri spiacevoli resoconti dei miei ventotto anni. Ho deciso inoltre di astrarmi all'istante da ogni forma socialmente accetta del mio essere per lasciarmi andare in toto all'altalenanza delle mie connessioni neurali abolendo i filtri cucitimi in carne dai codici altrui. Ho anche pensato di trovare delle forme di risposta nei calcinacci di questa casa e negli echi delle mie paure incognite al fine di raccogliermi senza nembi percettivi o rimpianti oculari. Questo messaggio cifrato scritto preventivamente altrove con succo di limone su tavole inabissate, vi sarà disponibile nelle prossime rappresentazioni oniriche, ovvero nei tempi in cui sfruttando l'innalzamento di soglia, si capirà che ci sono decine di modi per chiedere ciò che in veglia risulta impensabile. M'affaccio al balcone scuro e mi accorgo del relativismo del tutto, proprio quando la Signora Blunotte spogliandosi mi costringe a raggiungerla nei suoi spazi interni.
venerdì 11 settembre 2009

Situazione soave, leggiadra mi aspetti al varco dell'errore promettendomi nebbia fino al resto dei miei giorni. Non esisteranno specchi per guardarsi indietro e non ci sarai più tu, preda dei lupi oltre l'ultimo dei trapezi senza barriera. Il campo degli ulivi è in fiamme e non ci saranno profumi per spegnerlo ma solo poltiglia di terra coalizzata dalla pioggia. Intravedo il forno diroccato e piccole finestre sporche di pietra, scorgo scale stanche risalenti l'estate e serpenti di gomma bruciata. Non c'è nessuno a cui urlare, non c'è acqua per potersi dissetare. Comincio a precipitare sotto un balcone senza fiori e continuo a cadere verso un cielo gonfio di mani, saturo di volti sottili e bocche giganti. E' solo cruda facciata, incastonata sopra un foglio inzuppato, gocciolante pena, impreziosita d'ambra e grondante stoffa salata. Ecco riaprirsi braccia felici, ecco sfiorirsi il cratere del futuro, eccomi disteso nel varco di una distesa di quadri rotti. Non c'è nulla da spiegare, c'è solo da nascondersi, rileggersi e sperare.
mercoledì 9 settembre 2009

Mani stanche e rugosi solchi di faglia riscaldano panche sicure
proprio quando lacrime d'occhi gelati
accomodano tra i ricordi un orizzonte ancora troppo storto
Un'esplosione d'umana bontà che accorcia i miei respiri
accarezza anime di farfalla
cosi forti e vive
da farti rinascere anche sotto il peso della polvere
Sopiti silenzi immobili si rompono tra gli abbracci
ed innalzandosi sui nidi in fiamme
riscoprono il sorriso sulla scia di un raggio di sole
fune quotidiana su cui aggrapparsi
per tornare a splendere
tra l'instabilità mordace di quelle montagne lontane
Il mio pianto inutile vi abbraccerà e vi ringrazierà all'infinito.
venerdì 4 settembre 2009
The Zen Circus - Fino a spaccarti due o tre denti
giovedì 3 settembre 2009

Intimi Deliri
Ho perso le mie già centellinate briciole di gioia sul viale parallelo al presente.
Alle mie spalle si consuma il lauto banchetto dei piccioni zombie.
Il tempo sarà la pozione risanatrice prima che il mio cuore torni ad essere farina.
Intanto una serata senza luppolo e polline mi ricorda che in fin dei conti non sono mai cresciuto e che molto probabilmente dovrei andare in castigo per i calci gratuiti alla divina provvidenza.
mercoledì 2 settembre 2009

Tornano gocce non di pioggia nel meraviglioso campo apocalittico. Incredibili fiori rigogliosi e bruciati si riaprono alla loro ridente e lacrimosa natura mentre il bene e il male scopano sotto insanguinati arbusti cicatrizzati. Fiumi di benzina spengono le fiamme del cortile e liquami industriali vivacizzano la foresta. Esplodono scenari di piacevole tristezza mentre gli angeli pisciano petrolio nel mare e madri festanti annegano per gioco al largo del piccolo bacino. Un sole scomparso regalando stelle assiste alla trasformazione del sudore in brina e un'altalena infinita volteggia pericolante sopra una faglia senza rischi. Il paradisiaco inferno, disciolto in calici d'assenzio, appare sulla foto del mio comodino mentre al di la della finestra, statue innaturali si animano su questa seta di cartavetro. I miei sogni più belli seguendo la trama di un incubo cullano la crescita dei putti che diventano ciò che non sarebbe delicato dire.